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Un elevato consumo di alimenti ultra-processati si associa a un maggior rischio di morte per diverse cause: è quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Neuromed di Pozzilli (IS), dell’Università dell’Insubria di Varese, dell’Università di Firenze e del Mediterranea Cardiocentro di Napoli, considerando i dati del grande studio di popolazione “Moli-sani”. Gli studiosi in questo caso hanno rivolto la loro attenzione proprio alla relazione tra consumo di alimenti ultra-processati e rischio di morte per tutte le cause e per cause cardiovascolari (1). Finora solo 3 studi in Europa e uno negli USA hanno indagato l’associazione fra consumo di alimenti ultra-processati e stato di salute, riscontrando in tutti i casi un aumento del rischio di mortalità e di incidenza di cancro (2,3).

I ricercatori hanno esaminato il consumo di prodotti ultra-processati in una coorte di oltre 22.000 molisani di entrambi i sessi, con età media pari a 55 anni, reclutati nell’ambito del progetto Moli-sani. Le abitudini alimentari sono state valutate mediante un questionario delle frequenze alimentari semi-quantitativo. Per definire quali alimenti potessero essere classificati come ultra-processati è stata usata la classificazione internazionale NOVA, che prende in considerazione i processi di estrazione, purificazione o alterazione a cui vengono sottoposti gli alimenti (1).

Ne è risultato che un consumo elevato di alimenti ultra-processati (>14,6% degli alimenti totali) si associa a un rischio aumentato del 26% di morte per tutte le cause, del 58% di morte per malattie cardiovascolari e del 52% di morte per malattie cerebro-cardiovascolari come gli ictus, rispetto a un consumo basso (alimenti ultra-processati <6,6% del totale) (1).

Perché il consumo di alimenti ultra-processati potrebbe incidere negativamente sullo stato di salute? Al momento non ci sono risposte certe: probabilmente a causa dell’eccessiva quantità di zucchero che apportano, ma altrettanto probabilmente proprio a causa dei processi di lavorazione industriale a cui sono sottoposti che determinano modificazioni tali nella loro struttura e nella composizione dei nutrienti da renderli più pericolosi per la salute. Per questo, gli autori dello studio consigliano di evitare il più possibile il consumo di alimenti ultra-processati e di cercare sempre di cucinare a partire da materie prime di buona qualità, anche ricette estremamente semplici ma preferibilmente fatte in casa.

Bonaccio, M., Di Castelnuovo, A., Costanzo, S., De Curtis, A., Persichillo, M., Sofi, F., … & Iacoviello, L. (2021). Ultra-processed food consumption is associated with increased risk of all-cause and cardiovascular mortality in the Moli-sani Study. The American journal of clinical nutrition, 113(2), 446-455.
Monteiro, C. A., Moubarac, J. C., Cannon, G., Ng, S. W., & Popkin, B. (2013). Ultra‐processed products are becoming dominant in the global food system. Obesity reviews, 14, 21-28.
Monteiro, C. A., Cannon, G., Levy, R., Moubarac, J. C., Jaime, P., Martins, A. P., … & Parra, D. (2016). NOVA. The star shines bright. World Nutrition, 7(1-3), 28-38.

Fonte: https://www.nutrimi.it/consumo-di-alimenti-ultra-processati-e-salute-i-risultati-di-uno-studio-italiano/