Mantenersi in FormaDigiuno

La pratica del digiuno terapeutico ha origini antichissime.

Le persone di tutto il mondo digiunano per svariati motivi: culturali, religiosi e persino politici.

In questo articolo andremo a scoprire la storia del digiuno e i diversi tipi di digiuno scientificamente testati.

Stai cercando la motivazione per intraprendere la sfida del digiuno? Bene, sei nel posto giusto.

Cenni storici

La prima traccia storica di digiuno programmato ci riporta in Grecia, più precisamente nel 500 a.C.

Fu Pitagora il primo a digiunare volontariamente come preparazione psico-fisica in vista di un esame che avrebbe svolto presso l’Accademia di Alessandria.

Digiunò 40 giorni consecutivi e successivamente avrebbe imposto il digiuno a tutti i suoi allievi come condizione per essere accettati nella sua scuola.

Pare che anche Platone e Artistotele digiunassero regolarmente per migliorare la propria salute fisica e migliorare il benessere psicologico.

Persino nella Bibbia viene menzionato 74 volte. Nell’esodo si legge: “Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.”

Il più grande medico rinascimentale, Paracelso, nel 1443 lo definì “il miglior dottore interiore”.

Gli studi sul digiuno andarono avanti fino a quando Ippocrate fu il primo a prescrivere il digiuno ai suoi pazienti.

Nel suo scritto “Il regime nelle malattie acute” lo descrive così: “un assoluto digiuno talvolta giova, se il paziente è in grado di sopportarlo finché la malattia, al suo culmine, venga condotta.”

Ippocrate menziona spesso il digiuno che, abbinato alla tisana d’orzo, considerava il miglior regime alimentare per combattere le malattie acute.

Anche in Asia ha origini antiche; gli Yogi indiani si sottopongono spesso a digiuni prolungati, mentre i maestri taoisti impongono il digiuno ai loro allievi prima di introdurli alle tecniche più avanzate.

 

Digiuno nel presente

Gli scienziati hanno scoperto che esistono delle zone geograficamente distanti fra loro in cui le persone vivono in salute e più a lungo, zone che pullulano di centenari.

Queste zone prendono il nome di zone blu e alcune di queste sono state oggetto di studio da parte di Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California e responsabile del programma di ricerca “Oncologia e Longevità” all’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare).

Le zone blu prese in considerazione da Longo sono Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica, Loma Linda in California, l’Ogliastra in Sardegna, Acciaroli nel Cilento e Molochio in Calabria.

I suoi studi confermano che “Tutti i centenari del mondo mangiano poco e quasi sempre le stesse cose. Apprezzano e si godono i momenti di vita in comune – la chiesa, le feste, la piazza – ma sanno anche essere indipendenti dal sistema sociale”.

Tipi di digiuni nel presente

  • Dieta Mima Digiuno
    La Dieta Mima Digiuno, promossa da Longo, è una dieta che simula il digiuno illudendo il nostro corpo con degli alimenti precisamente calibrati per innescare il processo di autofagia. Tale dieta prevede una sensibile riduzione di calorie per una durata di 5 giorni ed è possibile adottare questo regime alimentare una volta al mese.
  • Digiuno Intermittente 16/8
    Il digiuno intermittente 16/8 è prevede l’uso di alimenti e bevande che contengono calorie durante una finestra giornaliera di 8 ore, seguite da altre 16 di digiuno continuativo in cui si potrà bere tutto ciò che non contiene zuccheri e calorie.

Digiuno per dimagrire

Il digiuno terapeutico potrebbe non essere la scelta migliore per chi vuole soltanto perdere peso.

Infatti la perdita di peso è solo uno dei benefici di questa pratica antichissima, di seguito sono elencati i numerosi benefici della Dieta Mima Digiuno.

  • Una maggiore conservazione delle funzioni cognitive. Adottare una dieta ipoalorica oltre che contribuire alla rigenerazione cellulare, aiuta a potenziare la rigenerazione neurale e a favorire il miglioramento delle capacità di apprendimento.
  • Riduzione del tessuto adiposo addominale con conseguente aumento della massa muscolare in relazione al peso corporeo.
  • Riduzione dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e del diabete. Studi affermano che sembrerebbe in grado di riparare le cellule del pancreas addetto alla produzione di insulina.
  • Un significativo miglioramento dei valori correlati alla pressione e al colesterolo nei soggetti che presentavano un’alterazione dei seguenti.
  • La privazione strategica di alcuni nutrienti, non solo aiuta a prevenire il rischio di insorgenza di patologie come il cancro ma ha prodotto anche  un calo dell’ormone lGF1, necessario per la crescita durante lo sviluppo, ma causa, in età avanzata, di malattie  del processo di invecchiamento cellulare, stimolando la rigenerazione dei tessuti.
  • Un ringiovanimento del sistema immunitario, una sorta di “reset” tramite il quale circa un terzo viene distrutto, e viene ricostituito durante il refeending, ovvero quando si ricomincia a mangiare